mercoledì 16 gennaio 2019

Mamallapuram, ultima tappa.

Lunedì nel pomeriggio con Franco e Angela ci siamo trasferiti a Mamallapuram che si trova sempre sulla costa di fronte all’isola di Ceylon e a 60 km da Chennai, dove ripartiremo per l’Europa mercoledì notte.
Restiamo a Mamallapuram due notti in modo da visitare i templi della zona.
Qui a Mamallapuram ci sono una serie di templi molto interessanti in quanto rappresentano i primi oggetti scolpiti nella roccia in tutta l’India del sud. Si parla di costruzioni risalenti al 600 - 700 dopo Cristo, tutte dedicate all’adorazione di Shiva e volute dalla dinastia dei Pallava che ha dominato queste zone secoli prima rispetto all’altra dinastia di cui abbiamo parlato ( quella dei Chola).
La visita è piuttosto agevole dato che la città di Mamallapuram che sarebbe meglio definire il villaggio è sorta molto vicino ai siti da visitare. Dal paese si possono raggiungere a piedi e con Franco facciamo la visita nella mattina di martedì.
 Al pomeriggio abbiamo modo anche di ritirarci per la siesta. La seconda parte di visite la completiamo nel tardo pomeriggio.
Le strade principali di Mamallapuram sono un paio tutte dedicate ai turisti, piene di negozi che vendono stoffe vestiti colorati, collane e bigiotteria più o meno preziosa e oggetti che vengono addirittura spacciati come antichità. Anche l’offerta dei ristoranti è piuttosto varia, si può mangiare pesce (ottimo devo dire!) dato che siamo proprio sul mare e anche rimanere sulla cucina indiana senza rischiare di prendersi dei malanni strani.
Noi abbiamo cenato a base di pesce la prima sera appena arrivati e di veg rice la seconda sera. Ormai la cucina indiana non ha più segreti... o quasi...
Ci sono parecchi turisti in questa zona, la visita dei templi diventa anche faticosa. Infatti martedì è festa in India si festeggia il Pongal. Si tratta di una festa religiosa legata all’agricoltura, che interessa tre giorni a metà gennaio. La visita del bellissimo tempio sulla spiaggia è invasa dalla presenza dei locali che tutti vestiti a festa si recano come noi a visitare lo shore temple.
Ecco alcuni scorci dei templi di Mamallapuram che sono patrimonio dell’umanità dagli anni ‘80:



shore Temple al tramonto

zona dei cinque carri

la Penitenza di Arijuna

lunedì 14 gennaio 2019

Ultima notte ad Auroville.

Oggi lunedi è arrivato il momento di lasciare Auroville. Mancano pochi giorni al ritorno in Europa.
Con Franco e Angela ci spostiamo a Mamallapuram a meno di 100 km da Chennai ( la capitale del Tamil Nadu).
Dunque mi resta da scrivere un paio di note di nuovo su Auroville e il Matrimandir.
Voglio completare la descrizione della struttura dell’anima della città.
Alcuni post indietro ho descritto della camera interna, dove siamo stati una mattinata.
Ora è opportuno parlare delle altre stanze di meditazione presenti tutto intorno alla sfera circolare dorata, denominate i petali.
Ad ognuna delle 12 stanze corrisponde un colore abbinato ad un’attitudine o virtù e un fiore. L’elenco dei 12 colori e rispettive qualità fu definito da La Mere; tra l’altro al centro visitatori è possibile prendere visione dei suoi scritti originali che davano indicazioni molto precise su come avrebbe dovuto essere organizzato il Matrimandir e relativo giardino.
Le attitudini che sottolineo sono riferite alla natura femminile, ricordando che il Matrimandir è dedicato al concetto di Madre Universale, sono le seguenti:
Sincerità - Umiltà - Gratitudine - Perseveranza - Aspirazione - Ricettività - Progresso - Coraggio: queste qualità sono riferite alla natura divina
Bontà - Generosità - Uguaglianza - Pace: le ultime 4 sono riferite alla natura umana.
Sembra che suoni tutto molto ragionevole e condivisibile.
Con Franco andiamo la mattina di giovedì subito alle 9.30, io scelgo Gratitudine rappresentata dal colore verde chiaro, Franco accede a Progresso rappresentata dal colore arancio.
L’accesso si deve effettuare sempre a piedi scalzi, indossando le calze bianche fornite all’ingresso. Dentro sono disposti alcuni cuscini bianchi dove ci si può sedere, si sta ovviamente in silenzio e si procede volendo ad una meditazione individuale. Si può rimanere quanto si vuole, dopo una mezz’oretta io esco e trovo Franco ad aspettarmi. Insieme restiamo in silenzio sotto il Banyan (l’albero gigante proprio a fianco del Matrimandir) e poi ce ne torniamo a casa a piedi commentando sensazioni e ponendoci di nuovo un sacco di domande. Io e Franco manteniamo un approccio occidentale all’esperienza aurovilliana, quindi un po’ distaccato. Io penso che sarebbe bello riuscire a farsi conquistare dall’idea di Aurobindo ma il mio essere razionale, nato e cresciuto in occidente me lo impedisce. 
Concludiamo che la vita ad Auroville si rivela essere quasi come una bolla almeno per i guests. E che le vere questioni di amministrazione e gestione di tutta la comunità a noi non possono essere note, ma sappiamo per certo che esistono.
Ma veniamo alle questioni più pratiche. Nel pomeriggio viaggiamo in taxi per raggiungere un luogo nuovo, famoso per i suoi templi tra i più antichi dell’india del sud. Lasciamo Auroville salutando Lucia che resta fino alla fine del mese e le ormai amiche Rossella e Cristina due delle manager della Guest House che ci ha ospitato in queste ben 17 notti.
Il viaggio continua...